walk the talk

È tempo di parlare, di denunciare gli abusi e le molestie online e soprattutto è il momento di porre rimedio ad un modo di rapportarsi su internet così violento soprattutto nei confronti delle giornaliste. Dall’ufficio Osce per la Libertà dei Media è stata lanciata una Guida con delle proposte concrete per intervenire su un fenomeno che sta minando la libertà delle professioniste del settore della comunicazione e che lede gli stessi diritti dei cittadini di essere informati.

Il problema è diffuso in tutto il mondo: secondo una ricerca condotta dal The Guardian (Becky Gardiner et al., “The dark side of Guardian comments”, The Guardian, 12 April 2016, https://www.theguardian.com/technology/2016/apr/12/the-dark-side-of-guardian-comments.) il sessantatré per cento delle giornaliste ha ricevuto molestie, solo perché impegnata a fare il proprio lavoro; le donne, inoltre, ricevono quattro volte di più rispetto agli uomini attacchi online. La discussione all’interno dell’Osce inizia nel 2015 dopo la denuncia di attacchi online da parte di un numero sempre più crescente di giornaliste: da quel momento è nato il progetto #sofjo Safety of female journalists online (Sicurezza delle giornaliste online), che ha segnato l’avvio di iniziative, azioni collettive, stesure di report e realizzazione di documentari, volte a monitorare il fenomeno e soprattutto contrastarlo.

Ora il percorso si arricchisce di un nuovo lavoro, ovvero la pubblicazione di una guida in cui vengono presentate le buone pratiche, 40 azioni proposte a tutti gli enti e soggetti preposti, per rispondere alla lacuna sulla sicurezza delle giornaliste online.

La guida è composta di dieci capitoli, ognuno dedicato a diversi soggetti protagonisti, dai legislatori alla società civile così come dal sistema giudiziario alle istituzioni educative, che insieme possono lavorare per fermare il fenomeno. In ogni parte è possibile trovare, in effetti, degli esempi concreti, delle proposte e delle indicazioni, così come ad una lista di risorse utili.

La guida è scaricabile qui https://www.osce.org/files/f/documents/2/9/468861.pdf.

Ilaria Lia